Cosa sono le Fibre Artificiali Vetrose e perché è importante effettuare la bonifica

Le fibre Artificiali Vetrose, anche dette FAV, fanno parte di una vastissima gamma di fibre artificiali inorganiche e, tra di esse, risultano essere le più commercializzate in virtù della loro alta resistenza ed inestensibilità, oltre alla loro flessibilità.

Le FAV sono fibre altamente infiammabili con una grande resistenza alla corrosione dovuta agli agenti chimici e all’umidità. È importante, nel caso di alcune fibre ceramiche refrattarie e alcune fibre speciali, predisporre un piano di bonifiche ambientali per salvaguardia della propria salute e dell’ambiente.

Tipologie di FAV

Le Fibre Artificiali Vetrose possono essere suddivise in diverse categorie. Prime tra queste le cosiddette fibre a filamento continuo create mediante la fusione in filiere e attraverso la conseguente trazione, vengono utilizzate in particolare per utilizzo elettrico, nel ramo tessile o addirittura come materiale di rinforzo per cemento e plastica.

Altra tipologia sono le lane di vetro prodotte attraverso la centrifuga di materie prime, vengono utilizzate per particolari scopi come ad esempio isolamenti aerospaziali per la loro importante resistenza all’abrasione e all’acustica.

Compongono la famiglia della FAV: lane minerali (utilizzate soprattutto come coibenti nell’edilizia e nell’industria), fibre ceramiche refrattarie (utilizzate per applicazioni ad elevata temperatura), fibre a filamento continuo (utilizzate in campo tessile, per usi elettrici e di materiali di rinforzo per plastica e cemento), fibre speciali (utilizzate in filtri ad alta efficienza ed isolamento aerospaziale).

Continuiamo il nostro excursus con le cosiddette fibre ceramiche e infine con le fibre speciali.

Le prime, create attraverso il metodo della soffiatura o della filatura, vengono utilizzate per rivestire forni, per l’isolamento nel ramo dell’edilizia e anche in campo aerospaziale.

Sono, inoltre, altamente resistenti alle alte temperature e sono altre sì resistenti agli acidi con una conducibilità elettrica pressoché inesistente.

Le fibre speciali, invece, vengono utilizzate come materiale d’isolamento in ambito edilizio e come materiale di rinforzo per cementi.

Composizione e rischi

Proprio prendendo spunto da queste ultime il Parlamento ed il Consiglio europeo hanno tracciato delle linee guida emanando una circolare numero ventitré del 25 novembre 1991.

Le fibre artificiali vetrose hanno una composizione caratterizzata da diverse proprietà fisiche e chimiche a cui sono uniti basi di alcalini e alcalino-terrosi e combinazioni di essi, la concentrazione elevata dei quali si riferisce alla capacità da parte del nostro organismo di smaltire tali sostanze prima che esse diventino dannose, la cosiddetta bio-solubilità.

Le FAV possiedono come caratteristiche primarie indubbiamente la composizione delle fibre e le stesse dimensioni.

Queste ultime si riferiscono alla respirabilità delle fibre che più risultano di dimensioni ridotte più sono facilmente smaltibili dal nostro organismo e conseguentemente non creano danni.

La composizione invece riguarda la cosiddetta bio-persistenza delle fibre ovvero la capacità di esse di essere trattenute dai nostri polmoni; più gli ossidi che vanno a costituire le fibre sono bio solubili più sono facilmente smaltibili.

Tra tutte le FAV presenti sul mercato, solo alcune fibre ceramiche refrattarie ed alcune fibre speciali sono classificate come cancerogene; le lane minerali, invece, non sono pericolose: la IARC (International Agency for Research on Cancer, massimo esperto in materia ed afferente all’Organizzazione Mondiale della Sanità) le ha inserite nel gruppo 3 “non classificabile come cancerogeno”.

L’Unione Europea mantiene una classificazione più cautelativa (cfr. Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e s.m.i.), ma anch’essa riconosce che le lane minerali sono sicure se conformi alla “Nota Q” (ovvero bio-solubili, come quelle prodotte dai soci FIVRA, la quasi totalità di quelle presenti sul mercato, che dispongono di apposita certificazione di ente terzo);

Le FAV non possono essere classificate cancerogene di categoria 1A; nel caso peggiore (fibre ceramiche refrattarie), sono classificate cancerogene di categoria 1B.

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